Daniele Malvisi Six Group – Virtuous Circles of Miles Davis (2015/2017) [FLAC 24 bit, 96 kHz]

Daniele Malvisi Six Group - Virtuous Circles of Miles Davis (2015/2017) [FLAC 24 bit, 96 kHz] Download

Artist: Daniele Malvisi Six Group
Album: Virtuous Circles of Miles Davis
Genre: Jazz
Release Date: 2015/2017
Audio Format:: FLAC (tracks) 24 bit, 96 kHz
Duration: 01:01:07
Total Tracks: 8
Total Size: 1,25 GB

Tracklist:

1. Daniele Malvisi Six Group – Nardis (10:17)
2. Daniele Malvisi Six Group – Milestones (New) (09:01)
3. Daniele Malvisi Six Group – Solara (06:24)
4. Daniele Malvisi Six Group – Milestones (Old) (08:18)
5. Daniele Malvisi Six Group – Jean Pierre (07:25)
6. Daniele Malvisi Six Group – Pfrancing (No Blues) (06:54)
7. Daniele Malvisi Six Group – What it is (07:19)
8. Daniele Malvisi Six Group – Blue in green (05:26)

Download:

“Virtuous Circles Of Miles Davis” is the story of a journey through which the music of Miles continues to live in the hearts and minds of these musicians, a “virtuous circle”, in fact, within which the Davisian work relives, inspires and it transforms; once again regenerated, it continues to live and excite the present of these artists. More than a tribute to Miles, “Virtuous Circles Of Miles Davis” is a declaration of love towards a precise period of the life of these musicians, a historical and intimate moment in which Miles and his work were both inspirational and witnesses. The fact that in the quintet of Malvisi there is not a trumpet player speaks volumes about the genuine honesty of this artistic affection.Come si affronta nel jazz, musica dell’attimo, la questione del repertorio, che poi è anche la questione del passato? Un passato che è solo in minima parte (fortunatamente) codificato in pagine immutabili, ma che è invece largamente individuale, dipendente dal vissuto di tutti noi? Fare musica improvvisata è anche questo, riflettere sul passato, perchè ogni suono, ogni linea melodica, ogni timbroha una storia che risuona diversamente in ciascuno degli ascoltatori. La svolta “elettrica” di Miles del 1969, annunciata da una serie di esperimenti compiuti negli anni precedenti, mise a subbuglio il mondo del jazz. Come, il maestro della sfumatura e dell’understatement che aveva creato le delicatissime atmosfere di Kind of Blue si dava ai suoni aspri e colorati delle chitarre elettriche, ai muscolari ritmi del funk, alle elaborazioni elettroniche delle tastiere? A rileggerle oggi sono polemiche che fanno sorridere, tanto è evidente il profondo legame tra tutta la carriera di Miles e quelle soluzioni degli anni Settanta. Questo disco racconta dell’impatto che la musica di Miles Davis degli anni Ottanta – soprattutto “Tutu” e “Decoy” – ha avuto su un gruppo di giovani musicisti toscaniche in essa si riconobbero percependone al di là di barriere linguistiche, razziali, nazionali e musicali le potenzialità espressive/eversive, e di come questa musica sia ancora oggi capace di emozionare e ispirare la creazione. L’inte sa qualità personale di questo album, per certi versi una serie di pagine di diario rilette oggi, è sottolineata dall’uso della voce di Miles nel suo significato puramente musicale, perfetto contrappunto all’assenza di una tromba nel gruppo dedicato al grande trombettista in un dialogo con la memoria. E l’aura di effetti elettronici creata da Leonardo Cincinelli (omonimo ma non parente di uno dei due chitarristi del gruppo) accentua la dimensione onirica, la profondità temporale di questa musica reinterpretata a distanza di decenni dai tempi in cui il Miles “elettrico” dava scandalo a chi confonde l’aspetto esteriore delle cose con la loro sostanza artistica.

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